Chiacchierando di libri – Un’opinione

15 pensieri su “Chiacchierando di libri – Un’opinione”

  1. sono d’accordissimo su tutto, Francy: anch’io all’epoca ho letto il primo capitolo della saga di Twilight e due o tre libri di Dan Brown. Credo di aver letto anche un libro di Fabio Volo (Il tempo che vorrei o simili). Il motivo per cui ho smesso di leggerli è semplice: non mi piacevano, non mi arricchivano, non riuscivano nemmeno a distrarmi. Insomma, non adempivano a nessuna di quelle funzioni che corrispondono a un libro, secondo me. Quanto alla letteratura di genere, da’ un’occhiata a quello che ne pensa Holden&Company, spulciando sul suo blog e tra i suoi tweet.
    Buona gionata*

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    1. Idem qui. Non li leggo più perché adesso ho altri gusti e non mi ci trovo più a leggere quei libri, però non mi metto di certo a sparare giudizi, a criticare quei libri e, soprattutto, chi li legge. Perché, secondo me, la cosa peggiore è quella.
      Grazie per il consiglio, vado a spulciarmi Holden&Company.

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  2. Secondo me si generalizza anche a dare degli snob a chi non ha letto quei libri. Personalmente non ho letto nemmeno un Twilight, Volo, Harry Potter. Più per disinteresse che per snobismo. Ad esempio ora mi è venuta voglia di leggere Follett o King.
    Comunque credo si debba fare una necessaria distinzione: non tutto è letteratura, a prescindere dalla qualità. Mi è capitato di apprezzare dei libri che poi, a conti fatti, non mi sento di considerare letteratura.
    È un discorso un po’ complesso e non sono ancora arrivata a una conclusione, ci sto lavorando 🙂

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    1. Io, più che altro, addito come snob non chi non legge quei libri, ma chi biasima le persone che, invece, li hanno letti.
      Ed questo quello che è davvero il punto centrale del mio discorso: non è tanto il giudizio sul libro, quanto il giudizio su chi quel libro lo legge. Perché bisogna per forza dare addosso e deridere chi legge solo un determinato filone?
      Io non mi sento più figa solo perché ho nella libreria più libri di un tipo piuttosto che di un altro.
      Quanto al discorso “non tutto è letteratura”, c’è poca di dire: hai perfettamente ragione, però, anche qui, c’è chi ci arriva e chi no.

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  3. …mi sento “toccata” da questo sfogo di Frencina in quanto (lei lo sa perchè mi conosce da un po’) sono una grandissima estimatrice di tutto quello che molti considerano “spazzatura” invece che letteratura…sono in accordo con quasi tutto quello che ha detto…
    Penso sia riduttivo ed offensivo non considerare Lettore chi non ama la letteratura nell’accezione classica del termine anche perchè leggo da quando avevo circa 3 anni e mezzo, per cui di libri ne ho macinato qualcuno…dalla fantascienza all’horror passando per i romanzi storici, di formazione, autobiografici e chi più ne ha più ne metta!
    L’unico punto su cui sono critica è che per quanto banale possa sembrare la storia alla base del libro, per quanto un giudizio sia sempre soggettivo, non me la sentirei di abbassarla direttamente al termine insignificante…a me ogni opera (anche quelle come le mie “amate” Sfumature) ha lasciato qualcosa, seppur piccolo piccolo o negativo!

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    1. “Penso sia riduttivo ed offensivo non considerare Lettore chi non ama la letteratura nell’accezione classica del termine”: inutile dire che sono pienamente d’accordo con te.
      “per quanto un giudizio sia sempre soggettivo, non me la sentirei di abbassarla direttamente al termine insignificante…a me ogni opera (anche quelle come le mie “amate” Sfumature) ha lasciato qualcosa, seppur piccolo piccolo o negativo!”: anche questo lo condivido ed è, sostanzialmente, quello che dico quando sostengo che i giudizi siano personali e non ci sia da giudicare nulla e nessuno.

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  4. A me è piaciuto un sacco parlare della Ferrante qui. Non capita spesso di riuscire a discutere pacatamente con chi la pensa all’opposto, un sacco di gente la prende sul personale °__°
    Non sapevo che pure Follet fosse tra gli autori snobbati, di suo ho letto solo Le gazze ladre millenni fa ma mi era piaciuto un sacco. Davvero un gran bel libro.
    E pure io ho letto Twlight. L’ho letto e gradito fino al terzo. Ho disquisito con amici parimenti bibliofili su chi fosse meglio tra Jacob e Edward – Team Jacob, comunque u_u – e solo il quarto l’ho trovato effettivamente pessimo e meritevole di tutte le critiche che gli vengono fatte. Anche perché parte delle critiche non vanno alla storia in sè, ma alla visione del mondo dell’autrice, e che ci vuoi fare, avrà ben diritto alle sue opinioni? O_o
    Ma non sto rispondendo seriamente, me ne spiaccio.
    I gusti son gusti e, alla fine, i gusti non si discutono. Se a qualcuno piace un dato libro, che sia Moccia o Volo o James o Pimpa, deve sentirsi liberissimo di leggerlo senza attirare insulti, per quanto ad altri possa apparire bislacco un certo gradimento. Ma è molto più apprezzabile avere il coraggio dei propri gusti che nascondersi dietro Joyce o evitare certi libri pur di non farsi bersaglio di commenti.
    Il discorso cambia quando si cerca di innalzare suddetti libri per stile o costruzione della trama. Si ha il diritto di leggere e gradire libri brutti senza farsi infamare, ma libri brutti rimangono. Insultare chi li legge è una cosa, additare (motivatamente) determinate letture per quello che sono… beh, c’è poco da fare. Dicevo che un tempo mi piaceva Twilight, ma non l’avrei comunque definito più di una lettura piacevole e leggera, con tutti i suoi difetti. Lo stesso vale per i libri di Laurell K. Hamilton, di cui ultimamente mi è pure venuta voglia di continuare la saga. Cioè, scrivere “ho letto questo libro, parla di questo e questo, mi è piaciuto per tale e talaltro motivo” è la cosa più giusta del mondo, scrivere “QUESTO LIBRO E’ UN CAPOLAVORO E TUTTI QUELLI CHE LO CRITICANO NON CAPISCONO NULLA” è… beh.
    In tutto questo, non ho ancora ben chiara la differenza tra Letteratura e letteratura, tra libri d’intrattenimento e libri “alti”. In realtà non capisco che senso abbia una lettura che non sia d’intrattenimento, per me si chiama “studio”. Non ho neanche chiaro se ci serva, dopotutto, una simile differenza. Penso che a tracciare la linea tra Letteratura e letteratura sia il tempo, e non ha poi molto senso che noi ci si stia ad azzannare.
    (Non c’entra molto, ma dopo che ho postato su Twitter la recensione di L’amica geniale è saltata su una tipa che mi ha detto di non leggerlo perché non era vera letteratura. C’è gente che sta seriamente male.)

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    1. “Ma è molto più apprezzabile avere il coraggio dei propri gusti che nascondersi dietro Joyce o evitare certi libri pur di non farsi bersaglio di commenti.”: su questo non ci piove! Però un po’ capisco chi lo fa, vista qual è la tendenza dei più di bollare chi non legge Joyce e gradisce di più altro.
      Onestamente nelle discussioni cui ho assistito sul web relativamente a libro brutto/libro bello, nessuno tentava di innalzare quel libro poco pretenzioso al capolavoro del secolo; semplicemente, diceva che a lui quel libro, per quanto poco pretenzioso, era piaciuto. Eppure veniva attaccato, gli veniva risposto che era impossibile concepire una cosa del genere e via dicendo. E io questa cosa non la capisco e non la concepisco. O meglio, mi faccio un po’ l’idea che chi risponde così appartenga alla categoria di “ho ragione io punto e basta!”.
      Più che tra di intrattenimento e non di intrattenimento si tende a suddividere i libri in quelli da intrattenimento lecito e cazzate. E qui torniamo alla storia dei gusti personali… che poi tu dici “se son brutti c’è poco da fare”, ma io rispondo più o meno. Facciamo un esempio: due dei libri delle sfumature (i due che ho letto io, ma penso che anche il terzo sia dello stesso stampo) sono scritti veramente ma veramente male, a me non sono piaciuti per nulla, ma non posso dirti che sono oggettivamente brutti. Sono oggettivamente scritti male, questo sì, ma non oggettivamente brutti perché a qualcuno hanno lasciato qualcosa al di la del sesso.
      Anche a me è piaciuta un sacco al discussione della Ferrante per i tuoi stessi motivi: siamo persone civili e ne discutiamo civilmente, senza voler per forza avere ragione l’una sull’altra.
      No, la gente proprio bene non sta…

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  5. Giudicare una persona sulla base di ciò che legge è sintomo di pregiudizio e ignoranza. A tutti noi può capitare di passare da letture impegnative a letture più leggere, a seconda del periodo che si sta vivendo e delle necessità emotive del momento. Qualsiasi scelta ha un suo perché e va quasi sempre a soddisfare un’esigenza intima e individuale, legata a dei particolari bisogni interiori, e proprio per questo gli altri non possono permettersi di biasimarla o criticarla. La libertà di mutare e variare i propri gusti con il passare del tempo “dovrebbe” inoltre stare alla base di ogni cosa, anche se purtroppo, da che mondo è mondo, ci sarà sempre qualcuno che tenterà di svalutare l’opinione degli altri, di fare confronti e sollevare polemiche per dare risalto solo alla propria. L’importante, alla fine, è seguire ciò che è veramente in sintonia con le aspirazioni e le inclinazioni del momento, fregandosene del giudizio altrui. Il confronto tra opinioni diverse è corretto solo se esula dal tentativo di “giudicare” o “sentirsi superiore” all’altro. Il fatto poi di vergognarsi di aver letto un libro denota, a mio parere, una forte insicurezza e una mancanza totale di personalità.

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    1. Non posso che condividere ogni singola parola di quanto hai scritto. Siamo perfettamente in sintonia.
      Quanto all’ultima frase, io ti posso rispondere per quello che riguarda me: che io non sia la persona più sicura di se stessa su questa terra è risaputo e quando muovevo i primi passi nella blogosfera venire in qualche modo criticata mi pesava. Poi c’erano altre mille cose, ma non è il caso di star qui a discuterne.
      Morale della favola, adesso sono qui è grido la mia diversità, me ne frego di quello che si può pensare di me per aver detto, scritto, letto. In ogni caso a volte è pesante sentirsi dare velatamente del cretino solo sulla base di una lettura, personalità più o meno forte.

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  6. Con l’ultima frase naturalmente non mi riferivo a te, ma a quei lettori – come hai scritto nel tuo post – che se interrogati su cosa leggono non diranno mai che leggono proprio quel libro, perché se ne vergognano. Ti conosco pochissimo ma l’impressione che mi hai dato è molto positiva, ossia quella di una persona che sa riflettere molto bene sulle cose, che sa mettersi in discussione e cambiare anche il proprio modo di vedere e valutare le cose, se lo ritiene giusto e necessario.

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    1. Avevo capito, però mi è sembrato giusto dire che anche a me era venuta voglia di fare retromarcia. E ricordo di aver screditato in mille modi quei libri (nello specifico, erano i primi due volumi delle sfumature).
      Poi ho ragionato ed ho capito che sbagliavo, che non dovevo per forza conformarmi alla massa e che stavo sbagliando ad andare in quella direzione e il blog con me. Così ho chiuso tutto, preso qualche anno sabbatico ed eccomi qui, come nuova 😉
      Grazie per i tuoi pareri e le tue opinioni, mi fanno bene.

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